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Dalla casa di famiglia a laboratorio di gusto: quando l’identità siciliana diventa visione contemporanea

2025-07-21 07:00

Redazione

Focus, Enogastronomia, sicilia, acireale,

Dalla casa di famiglia a laboratorio di gusto: quando l’identità siciliana diventa visione contemporanea

Lo chef Riccardo Russo descrive la sua cucina come un omaggio alla Sicilia contemporanea: "Partiamo dai sapori della nostra terra, ma li innoviamo"

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In una Sicilia che riscrive le sue coordinate gastronomiche tra tradizione e sperimentazione, Acireale si ritaglia un ruolo da protagonista. Ed è proprio qui, in una delle piazze più suggestive della città barocca, che prende forma un nuovo progetto di cucina d’autore: si chiama Dòmini e nasce dall’intuizione del giovane imprenditore Daniele Finocchiaro, classe ’93, acese doc, che ha voluto trasformare un’antica “casa terrana” di famiglia, a due passi da Palazzo Musmeci, in un luogo dove l’accoglienza si fonde con la cucina di ricerca.

 

L’edificio, un piano terra di pianta quadrata tipico dei centri storici siciliani, conserva il fascino della dimora d’origine ma si apre oggi su una proposta gastronomica moderna, incentrata sulla cucina siciliana riletta con accenti internazionali. Protagonista dei fornelli è Riccardo Russo, 31 anni, anche lui acese, chef con un curriculum che tocca Svizzera, Monaco, Londra e che recentemente ha fatto tappa all’Otto Geleng del Grand Hotel Belmond di Taormina, sotto la guida di Roberto Toro.

 

Dòmini ha aperto i battenti il 6 giugno 2025 dopo un sapiente restauro che ha mantenuto intatta l’anima della casa. Solo 16 coperti all’interno, sotto volte e archi di pietra lavica, e una trentina all’esterno, in quella che si configura più come una “domus gastronomica” che un semplice ristorante. Qui, tra pareti che raccontano storia e finestre affacciate sulla Chiesa di San Domenico, prende vita una proposta culinaria che intreccia memoria e modernità.

 

“La cucina è a vista, proprio come nelle case di una volta – racconta Finocchiaro – perché volevamo che l’esperienza fosse trasparente, accogliente, vera”.

 

Lo chef Riccardo Russo descrive la sua cucina come un omaggio alla Sicilia contemporanea: «Partiamo dai sapori della nostra terra, ma li traduciamo in linguaggi diversi, portando a tavola la ricchezza delle esperienze vissute altrove». Ne è esempio la cernia marinata all’achiote, una spezia messicana, oppure l’astice con hummus e paprika, che convive con la pasta mista ai frutti di mare ispirata alla tradizione dell’arriminata siciliana.

 

Il menù si snoda tra piatti eleganti e riconoscibili, con percorsi degustazione che variano dalle cinque portate del menu Piazza San Domenico (65 euro) fino all’itinerario completo Domus (otto portate a 75 euro), che include anche creazioni a base di carne, come la tartare di manzo con bernese sifonata o la guancia brasata con radice di prezzemolo, cicoria e salsa teriyaki.

 

Un ristorante che non gioca con i cliché, ma li sfida con eleganzaa, e che soprattutto fa della cultura del gusto un esercizio quotidiano di bellezza.

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