
La pizza come punto di partenza, la cucina d’autore come naturale prosecuzione. È questo il filo conduttore della serata in programma il 16 febbraio da Fermento 2.0, nel cuore del centro storico di Cefalù: un percorso a quattro mani che mette a confronto due linguaggi gastronomici, firmato dalla pizzeria dei fratelli Salvatore e Rosario Mirenda e dallo chef stellato Nino Ferreri, patron del ristorante Limu di Bagheria. Al centro del progetto c’è l’idea di un racconto condiviso.
Alcune delle pizze iconiche di Fermento 2.0 diventano la base di partenza per la cucina di Ferreri, che ne rilegge prodotti e sapori trasformandoli in piatti pensati appositamente per la serata.
«Ho accolto con grande piacere l’idea di far dialogare i miei piatti con le pizze di Salvatore e Rosario – spiega lo chef –. Sono momenti di confronto in cui si intrecciano amicizia, stima e professionalità. Per questa serata non porterò i piatti del mio ristorante, ma entrerò nel mondo della pizza, lavorando sugli stessi ingredienti in una veste diversa, interpretandoli con il mio linguaggio».
Ne nasce un menu costruito come una narrazione a due voci, in cui le pizze dei Mirenda e i piatti di Ferreri si alternano e si rispecchiano, mostrando quanto il confine tra alta cucina e pizza contemporanea sia oggi sempre più sottile e fertile.
«Questa serata nasce dalla consapevolezza che cucina e pizza condividono ormai lo stesso livello di maturità – sottolinea Rosario Mirenda, fondatore insieme al fratello Salvatore di Fermento 2.0 –. Non sono mondi separati, ma linguaggi che partono dagli stessi principi: qualità della materia prima, identità e coerenza. Il valore sta nel poter partire da una pizza per costruire un piatto, e viceversa, senza gerarchie».
Ad accompagnare il percorso gastronomico saranno i vini di Alessandro di Camporeale, storica cantina situata tra le colline della Valle del Belìce, nel territorio della Doc Monreale, da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni e in una viticoltura orientata alla sostenibilità.
Una cena pensata come un incontro irripetibile, in cui pizza e cucina dialogano senza sovrapporsi, dando vita a un’esperienza creata esclusivamente per la serata del 16 febbraio, a partire dalle ore 20.










