
Cefalù torna sotto i riflettori della grande cucina televisiva. Il seguitissimo programma “4 Ristoranti”, condotto da Alessandro Borghese, ha fatto tappa nella perla normanna e la puntata, andata in onda in questi giorni su Sky, ha decretato il miglior ristorante della città tra quattro locali simbolo dell’offerta gastronomica cefaludese.
Grande l’attesa per il ritorno di Borghese in Sicilia, dopo la puntata del 2019 ambientata a Palermo e dedicata allo street food. Questa volta, a fare da cornice alla sfida è stata Cefalù, una delle mete turistiche più amate dell’Isola, con il suo centro storico affacciato sul mare e una tradizione culinaria profondamente radicata.
A contendersi il titolo sono stati quattro ristoranti: “Passafiume” di Lino, “Ristorante Il Carretto” di Jessica, “Le Chat Noir – Famiglia Natoli” di Fabio e “Winery e Putia” di Maria. I concorrenti si sono sfidati nelle cinque categorie classiche del programma – Menù, Servizio, Conto, Location e Special – affrontando come prova speciale la pasta a taiànu, piatto simbolo dell’identità gastronomica di Cefalù.
Una sorta di timballo di pasta condito con ragù di carne, melanzane e pecorino, la pasta a taiànu deve il suo nome al tradizionale tegame di terracotta, il tiano, di derivazione araba, nel quale veniva cotta lentamente secondo la ricetta originaria. Un piatto che racconta secoli di storia e contaminazioni culturali, diventando banco di prova ideale per misurare tecnica e rispetto della tradizione.
A conquistare il primo posto è stato “Le Chat Noir – Famiglia Natoli”, nel cuore del centro storico. A guidarlo è Fabio Natoli, patron e chef del locale, noto per il suo approccio metodico, rigoroso e perfezionista. La sua cucina parte dalla tradizione siciliana ma la rilegge in chiave contemporanea, arricchendo i piatti con spezie e note esotiche che conferiscono un tocco moderno senza snaturarne l’anima. Tra le preparazioni più apprezzate spicca il cous cous di pesce, profumato di spezie e servito con brodo aromatico.
Una vittoria che premia non solo un ristorante, ma anche una città che continua a confermarsi tra le capitali del gusto siciliano, capace di coniugare bellezza, accoglienza e identità culinaria.










