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Dove l’Etna abbraccia il mare: viaggio emozionale tra i vini di Serafica Terra di olio e di vino

2025-05-28 07:00

Elisa Petrillo

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Dove l’Etna abbraccia il mare: viaggio emozionale tra i vini di Serafica Terra di olio e di vino

“In un buon vino c’è sempre un segreto da ascoltare: parla la terra, sussurra il fuoco, canta il vento.”

“In un buon vino c’è sempre un segreto da ascoltare: parla la terra, sussurra il fuoco, canta il vento.”

 

Non è solo una cantina, ma un punto d’incontro tra cielo, terra e anima. Serafica – Terra di Olio e Vino è un nome che risuona dolcemente sui fianchi del versante sud dell’Etna, a Nicolosi, tra ulivi antichi e vigneti che guardano il mare. Qui il tempo rallenta, la pietra lavica scalda il suolo e ogni bottiglia racconta una storia di famiglia, passione e territorio.

 

Abbiamo attraversato i vigneti che si integrano con il paesaggio rurale di montagna: monti Rossi,  Mompilieri, Mompeluso, monte Arso, monte Gervasi, San Nicola, Serrapizzuta, monte don Stefano, Monticelli e monte San Lazzaro e poi il giro in cantina, tra i profumi delle fermentazioni e i racconti di chi custodisce il sapere di quattro generazioni. Ad accoglierci, Ausilia Borzì, proprietaria dell'azienda, col sorriso di chi vive il vino come atto d’amore, e suo fratello Giuseppe, anche lui pilastro portatene di Serafica, che ci ha fatto toccare con mano – e con cuore – la forza del terroir etneo.

 

La cantina che ascolta la natura

“Qui il mare e l’Etna si parlano,” ci spiegano. “Siamo a 800 metri di altitudine, ma a soli 10 chilometri dal mare. È questa doppia anima – la mineralità vulcanica e la brezza salmastra – che fa dei nostri vini qualcosa di irripetibile.”

Ogni acino viene raccolto con cura, e ogni scelta produttiva – dalla fermentazione sulle fecce nobili alla macerazione lunga sulle bucce – è dettata dalla filosofia Serafica: lasciare che il vino parli, quando è pronto a farlo. Nessun vino viene messo in commercio prima di due anni. Perché l’Etna, come un grande racconto, ha bisogno di tempo per svelarsi.

 

"La nostra azienda oggi commercializza quattro etichette principali, ma ciò che racconta davvero chi siamo è il lavoro costante e appassionato - continuano Ausila e Giuseppe - che dedichiamo ai nostri 17 ettari di vigneti, coltivati interamente con varietà autoctone dell’Etna. I protagonisti sono senza dubbio Carricante per le uve bianche e Nerello Mascalese per le rosse, ma con pari rispetto ed entusiasmo vinifichiamo anche Nerello Cappuccio e Catarratto in purezza. Queste due ultime varietà, spesso considerate secondarie, per noi sono un patrimonio da valorizzare, al punto da dedicare loro una linea specifica nel nostro catalogo.

 

Ogni etichetta porta in sé non solo un’identità organolettica, ma anche visiva: sulle bottiglie si trovano infatti immagini reali dei vigneti che guardano il mare.

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La degustazione: le diverse anime dell’Etna

La nostra visita si è conclusa con una degustazione emozionante, che ha coinvolto tutti i sensi. Otto etichette, otto declinazioni del paesaggio etneo in forma liquida:

Grotta dei Lamponi – Etna Rosato DOC 2022 (Nerello Mascalese): fresco, sapido, con delicate note di frutti rossi e petali di rosa.

Serafica Mirantur Bianco – Catarratto IGP Terre Siciliane 2022: elegante, dai toni agrumati e minerali, vinificato in purezza.

Grotta della Neve – Etna Bianco DOC 2022 (100% Carricante): teso e verticale, con sentori di ginestra e pietra bagnata.

Versante Sud Etna Bianco – Etna Bianco DOC 2021 (Carricante): affinamento sulle fecce nobili, profondo e persistente, 1483 bottiglie prodotte.

Versante Sud Macerato – IGP Terre Siciliane 2021: (Carriante e vitigni reliquia), 28 giorni di macerazione, 1132 bottiglie per un’esplosione di spezie e frutta matura.

Grotta del Gelo – Etna Rosso DOC :80% Nerello Mascalese, 20% Nerello Cappuccio. austero, fine.

Serafica Mirantur Rosso – Nerello Cappuccio IGT Terre Siciliane: varietale in purezza, speziato e fresco, rara espressione di questa uva.

Versante Sud– Etna Rosso DOC (Nerello Mascalese)  2021, 1428 bottiglie: giocato su acidità e freschezza.

 

Un brindisi alla meraviglia

Chiude la degustazione una consapevolezza: Serafica non produce solo vino. Produce bellezza. Una bellezza che nasce dalla meraviglia per la propria terra, come suggerisce il nome della linea Mirantur, dal latino “meravigliarsi”.

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Da qualche anno, Serafica produce anche Segale Irmana, dedicandosi al recupero e alla coltivazione dell’Immanu, un’antica cultivar dalla cui farina viene prodotto il “Pane Immanu”, gioiello alimentare della tradizione etnea. Molto simile al frumento, la Segale, è un cereale  resistente al freddo.

 

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Tra le pieghe della lava e le brezze che soffiano dal Mediterraneo, si snoda la coltivazione dell’ulivo, confermando una vocazione agricola che unisce tradizione, biodiversità e sostenibilità.

 

Su una superficie di circa 40 ettari, a un’altitudine compresa tra i 300 e i 1000 metri sul livello del mare, l’azienda coltiva in regime biologico una delle cultivar più identitarie del territorio etneo: la Nocellara Etnea. Una varietà pregiata, che trova in questi suoli vulcanici e nella forte escursione termica tra giorno e notte le condizioni ideali per esprimere al meglio le sue caratteristiche organolettiche.

Accanto alla Nocellara, completano il profilo produttivo anche piccole parcelle di Biancolilla e Carolea, che arricchiscono la gamma e testimoniano l’attenzione dell’azienda verso la diversificazione e la custodia delle varietà autoctone.

Qui, come nella vigna, ogni pianta è curata secondo i principi dell’agricoltura biologica, nel rispetto dei cicli naturali e della terra. Un uliveto che, proprio come i vini Serafica, racconta un legame profondo con l’Etna e la sua identità più autentica.

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Insomma “si mangia, si beve, ci si innamora con lo sguardo". E qui, tra i crateri dell’Etna e il profumo di un vino che racconta storie, tutto questo è profondamente, eternamente vero.

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