A Catania la sinergia vincente tra la pizzeria L’Evoluzione e le giovani promesse della viticoltura vulcanica abbatte i vecchi cliché in una serata di pura convivialità.
Abbandonare la rassicurante e tradizionale birra per scegliere di accompagnare una pizza con un calice di grande vino fermo o spumante, fino a qualche anno fa poteva sembrare un azzardo da provocatori; oggi, a Catania, è la testimonianza di un'evoluzione culturale che sta ridefinendo i confini del gusto.
Presso la nota pizzeria L’Evoluzione pizza contemporanea, si è consumata una serata straordinaria che ha celebrato il matrimonio perfetto tra l'arte della panificazione gourmet e la viticoltura d'avanguardia. L'evento ha intercettato un trend in fortissima crescita all'ombra del vulcano: l'esplosione dell'interesse dei catanesi verso il vino di qualità. I corsi per sommelier registrano volta per volta il tutto esaurito e il consumatore non cerca più solo una bevanda, ma un'esperienza autentica, una narrazione.
La serata ha visto una formula interattiva e ludica: 5 pizze laboriose e ricercate abbinate a 5 vini d'eccellenza provenienti dalla Tenuta Ferrata. Senza la rigidità del sommelier a dettare le regole, gli ospiti sono stati chiamati in prima persona a giocare con i sensi, discutendo e scegliendo liberamente la combinazione ideale. Un qualsiasi lunedì di giugno si è trasformato così in un laboratorio del gusto a 360°, dove i sorrisi dei commensali hanno premiato l'impegno di una cucina laboriosa e la visione delle cantine del territorio.
I piatti preparati da Lele Scandurra, artista nella cucina e nella preparazione di proposte dal forte impatto estetico, hanno saputo stuzzicare i palati più esigenti. Si tratta di un ambizioso protagonista del settore che si sta affermando sul territorio etneo grazie a una visione moderna e proiettata verso il futuro, capace di assecondare con maestria la complessità strutturale e la sapidità tipica dei vini vulcanici.
Il Percorso Sensoriale: dai "Mari ai Monti"
Il viaggio gastronomico ha saputo muoversi con disinvoltura tra suggestioni di terra e di mare, confermando l'estro di Lele nel valorizzare le materie prime del territorio attraverso una successione di intuizioni brillanti.
La proposta culinaria ha preso il via con la Prima portata, un intrigante mix bun, caponata di tonno polvere di cacao, per poi passare a una tradizione rivisitata con la Pizzetta catanese secondo Lele. Il picco della complessità strutturale si è raggiunto con il Padellino con cicoria, gamberi, tartufo, zabaione salato e bisque, seguito dalla vera sorpresa della serata: l'Assoluto di melanzana, un piatto capace di giocare con ben cinque consistenze diverse di melanzana, accompagnate da una fonduta di ricotta salata, capuliato di pomodoro e basilico. La chiusura è stata un tripudio di freschezza battezzato Spremuta di Sicilia, composto da datterino giallo schiacciato a mano, crema di latte di bufala, alici Triscele, glassa di agrumi dell'Etna e finocchietto selvatico.
Sul fronte dei calici, la spalla enologica della serata ha visto protagonisti i tesori della cantina, a partire dal Cimé, un Etna Rosato DOC nato da una delicata pressatura diretta del Nerello Mascalese con pochissime ore di contatto con le bucce, seguito dal carattere fiero del Punta Drago, un Etna Rosso DOC in purezza. La spinta dinamica è continuata prima con la verticalità del Cèneris, un Etna Bianco e poi con le bollicine del Metodo Classico Etna DOC, uno spumante da Nerello Mascalese vinificato in bianco rimasto ben 36 mesi sui lieviti. Il sigillo finale è stato affidato al Veni, un Etna Bianco di Contrada, d'intensa espressione territoriale, prodotto in tiratura limitatissima da una parcellizzazione di vigna in Contrada Caristia.
Una nuova cultura del gusto
I sorrisi irrevocabili dei presenti e gli applausi calorosi a fine serata testimoniano una verità inconfutabile: Catania ha fame di innovazione. Il consumo del vino è cambiato, si è evoluto insieme alla pizza, diventando un veicolo di cultura, discussione e divertimento.
L'applauso scrosciante che ha chiuso la serata è la conferma di una Catania sempre più propensa a offrire format innovativi e autentici. Eventi come questo non sono semplici cene, ma la chiara dimostrazione che quando la cucina premia l'impegno e fa rete con le eccellenze vinicole del territorio, l'isola non può che uscirne assolutamente soddisfatta. La combinazione tra pizza e vino non è più un'utopia, ma una splendida realtà che premia l'impegno, la sinergia locale e il piacere puro di stare a tavola.











