
Per due giorni Randazzo apre le porte al mondo e diventa capitale dei vini dell’Etna. Il 29 e 30 agosto debutta “Radici Vulcaniche”, la manifestazione nata per mettere al centro le cantine del vulcano e costruire nuove occasioni di incontro tra produttori, professionisti del settore, buyer, tour operator e appassionati.
Una prima edizione che sceglie un momento particolarmente suggestivo dell’anno: quello in cui sull’Etna iniziano le prime operazioni legate alla vendemmia e le vigne tornano a diventare protagoniste.
Il cuore della manifestazione sarà il Chiostro del Palazzo Municipale di Randazzo, trasformato per due giorni in una grande vetrina del vino etneo con banchi di degustazione, incontri, approfondimenti e due masterclass affidate a Luca Gardini, tra i più conosciuti sommelier italiani e curatore della guida ai vini de L’Espresso.
Ma “Radici Vulcaniche” nasce con un’ambizione che va oltre la degustazione: raccontare il vino dell’Etna come sistema economico, culturale e territoriale, interrogandosi sulla sua capacità di attrarre investimenti e conquistare nuovi spazi sui mercati nazionali e internazionali.
Il vino dell’Etna guarda ai mercati internazionali
Ad aprire la manifestazione, sabato 29 agosto alle 17.30, sarà il convegno “Sistema Vino Etna: impatto economico, investimenti e nuove opportunità di mercato”, momento di confronto dedicato al presente e soprattutto al futuro di una delle realtà vitivinicole più dinamiche della Sicilia.
A condurre il panel sarà Nino Amadore, giornalista de Il Sole 24 Ore. Previsti gli interventi del sindaco di Randazzo Nino Grillo, dei vertici dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, dei rappresentanti del Consorzio Etna DOC e della Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna e dell’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea Luca Sammartino.
Un tavolo pensato per affrontare questioni decisive: crescita del comparto, investimenti, promozione, enoturismo, costruzione di reti tra aziende e capacità di raggiungere stabilmente i mercati esteri.
Perché il successo del vino dell’Etna non è più soltanto una questione enologica. Dietro ogni bottiglia ci sono paesaggio, vitigni autoctoni, lavoro, aziende, accoglienza e un territorio che negli ultimi anni ha conquistato un’attenzione crescente oltre i confini della Sicilia.
Nel Chiostro i vini e le storie dei produttori
Sempre dalle 17.30 del 29 agosto apriranno i banchi di degustazione con le aziende etnee. Sarà l’occasione per assaggiare le diverse espressioni del vulcano e, soprattutto, incontrare direttamente i produttori.
Perché sull’Etna ogni versante, contrada, altitudine e composizione del terreno può contribuire a costruire un’identità differente nel bicchiere.
Alle 18.30 spazio alla prima masterclass con Luca Gardini, su prenotazione, dedicata alla conoscenza e all’approfondimento di alcune etichette rappresentative del territorio. I banchi resteranno aperti fino alle 22.
Il 30 agosto la seconda giornata
Domenica 30 agosto si riparte alle 17.30 con la riapertura dei banchi di degustazione. Alle 18.30 Gardini condurrà la seconda masterclass, anch’essa su prenotazione.
Alle 20 è previsto uno spettacolo in piazza, mentre alle 22 si chiuderanno i banchi e la prima edizione randazzese di “Radici Vulcaniche”. Il programma ufficiale precisa che i dettagli dello spettacolo e ulteriori informazioni su biglietti e prenotazioni saranno comunicati successivamente.
Due giornate che puntano dunque a mettere insieme vino, territorio e mercato, facendo di Randazzo un luogo d’incontro tra chi il vino dell’Etna lo produce e chi può contribuire a portarlo sempre più lontano.
Il vulcano resta sullo sfondo, le vigne diventano protagoniste e il calice diventa lo strumento attraverso il quale raccontare un territorio.
La sfida di “Radici Vulcaniche” parte proprio da qui: trasformare l’identità e la qualità dei vini etnei in una leva sempre più forte di sviluppo, promozione e internazionalizzazione dell’Etna.










