La sana alimentazione passa anche dalla scuola grazie al progetto di educazione alimentare promosso dal MAAS, Mercati Agroalimentari di Sicilia, con il sostegno della Regione Siciliana. Un’iniziativa che entra nel vivo negli istituti che hanno aderito al percorso, tra cui il Liceo Statale Lombardo Radice di Catania, dove ha preso il via una nuova fase tra formazione e degustazione.
A fare da cornice all’incontro è stata un’aula magna gremita di studenti, curiosi di trovare risposte alle domande legate al cibo che consumano ogni giorno. Un momento di confronto utile non solo per parlare di alimentazione, ma anche per imparare a leggere e comprendere le etichette dei prodotti che fanno parte della routine quotidiana.
Dopo una prima fase dedicata alla formazione, curata anche attraverso strumenti vicini al linguaggio dei più giovani – come brevi video in stile TikTok – il progetto è entrato nella sua parte più concreta. L’obiettivo è rendere il messaggio più immediato e accessibile agli studenti, per poi passare all’esperienza pratica con la distribuzione di frutta fresca durante la ricreazione, una proposta pensata per promuovere una merenda più sana e consapevole.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla cosiddetta frutta di IV gamma, ovvero quella già lavata, tagliata e pronta al consumo, sempre più diffusa nella grande distribuzione e nelle abitudini alimentari moderne. «Oggi molti di noi, a causa dei ritmi di vita sempre più veloci, scelgono prodotti già pronti o parzialmente preparati», ha spiegato la professoressa Leda Morana agli studenti. «È una realtà con cui dobbiamo confrontarci: spesso si prende un prodotto già pronto, lo si mette nel microonde o nel forno e il pasto è fatto. Proprio per questo è importante conoscere cosa mangiamo e quali sono le alternative più sane».
Dalla frutta di IV gamma alla filiera agroalimentare: educare a un’alimentazione consapevole
Nel corso dell’incontro la docente ha illustrato anche il processo di produzione della frutta di IV gamma, spiegando perché questi prodotti abbiano un costo maggiore rispetto alla frutta acquistata intera. «La frutta viene raccolta, selezionata, lavata, tagliata, asciugata e confezionata in ambienti controllati. Inoltre, viene conservata in atmosfere protettive, dove si riduce l’ossigeno per evitare l’ossidazione e mantenere più a lungo la freschezza», ha spiegato Morana.
Al termine dell’incontro gli studenti sono stati invitati a compilare un questionario anonimo per valutare l’esperienza e raccogliere indicazioni utili sulle loro abitudini alimentari. «Il vostro parere è fondamentale», ha aggiunto la docente. «Attraverso il questionario potete dirci cosa ne pensate e aiutarci a migliorare queste iniziative».
L’appuntamento formativo a base di frutta al Liceo Lombardo Radice rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio. A confermarlo è la vicepreside dell’istituto, la professoressa Mattea Bisignani, che ha espresso soddisfazione per il progetto e l’intenzione di continuare a promuovere il consumo di frutta fresca tra gli studenti, come strumento concreto di educazione alimentare.
Il progetto proseguirà infatti con visite guidate alla struttura del MAAS e in alcune aziende ortofrutticole del territorio, offrendo ai ragazzi l’opportunità di conoscere più da vicino la filiera agroalimentare e il percorso che porta i prodotti dal campo alla tavola.
«Non c’è un singolo alimento che da solo fa bene o fa male», ha concluso la professoressa Morana. «La chiave è la moderazione: un’alimentazione varia, un po’ di tutto nelle giuste quantità e soprattutto tanta frutta e verdura distribuita durante i cinque pasti della giornata».
Un percorso educativo che punta a trasformare anche la ricreazione in un momento di scoperta e consapevolezza, avvicinando i giovani a una cultura del cibo più attenta alla salute e alla qualità.











