
C’è un profumo che, ogni 6 gennaio, attraversa i vicoli in pietra di Sant’Angelo Muxaro e racconta una Sicilia antica, fatta di pascoli, mani esperte e gesti tramandati nei secoli: è quello della ricotta fresca, protagonista assoluta della Sagra della Ricotta, uno degli appuntamenti più attesi dell’Epifania agrigentina.
Nel cuore dei Monti Sicani, il piccolo borgo si trasforma in un palcoscenico di sapori e tradizioni, richiamando visitatori da tutta l’isola. Un evento che non è solo festa, ma rito collettivo, omaggio alla civiltà pastorale che ha plasmato l’identità di questo territorio.
La ricotta di Sant’Angelo Muxaro è molto più di un prodotto gastronomico: è memoria liquida diventata cibo, è il risultato di una lavorazione lenta e naturale, realizzata ancora oggi con metodi artigianali, utilizzando il siero del latte ovino appena munto. Bianca, profumata, leggermente dolce, viene servita calda o a temperatura ambiente, accompagnata da pane casereccio, miele locale, scorze d’arancia, pistacchio e mostaccioli.
Durante la sagra, le strade del centro storico ospitano stand, degustazioni, laboratori del gusto e dimostrazioni dal vivo della filatura della ricotta, offrendo ai visitatori la possibilità di assistere a un’arte che resiste al tempo.
La manifestazione diventa così un vero e proprio viaggio sensoriale: tra canti popolari, gruppi folkloristici, cortei in costume e musiche tradizionali, Sant’Angelo Muxaro riscopre la propria anima più autentica, trasformando la ricotta in simbolo di appartenenza e orgoglio.
Non mancano piatti tipici a base di ricotta – cannoli, cassatelle, ravioli dolci e salati – che raccontano una cucina povera ma ricchissima di significato, capace di fare della semplicità una forma di eccellenza.










