A Piazza Duomo a Catania in scena “La Sicilia nei suoi sapori”, evento promosso e finanziata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura – Dipartimento Agricoltura in collaborazione con l’Associazione La Città Felice Onlus, che ha portato nel cuore barocco una giornata intensa e partecipata, dove la gastronomia è diventata il linguaggio comune per parlare di solidarietà, identità e futuro.
Un incontro che ha unito territori e comunità attorno ai valori della filiera corta e dell’economia solidale. I temi dei GAS – Gruppi di Acquisto Solidale – sono stati il filo rosso di un evento che ha voluto restituire centralità alle reti dal basso, capaci di ridisegnare il rapporto tra chi produce e chi consuma.
La conferenza inaugurale si è aperta con il saluto di Giuseppe Achille, volontario de La Città Felice e responsabile della convenzione con il Banco Alimentare, che ha inviato un messaggio audio per motivi personali che gli hanno impedito di essere presente fisicamente. Nel suo intervento ha ribadito l’importanza di immaginare comunità più consapevoli, basate su relazioni eque tra produttori e consumatori.
A seguire ha preso la parola Salvo Palermo, presidente dell’associazione GAS Pronto a Tavola, che ha illustrato il modello dei gruppi di acquisto come strumento concreto per sostenere i piccoli produttori e garantire cibo sano, tracciato e accessibile. Il dialogo si è arricchito con la testimonianza di Andrea Larisa, che si occupa proprio della gestione dei GAS, offrendo una panoramica sulle esperienze attive sul territorio e sull’impatto che queste reti hanno nella costruzione di una filiera corta realmente partecipata.
La seconda parte della giornata ha aperto le porte alla festa del gusto. Gli chef del locale Prestipino al Duomo hanno guidato un percorso di degustazione dedicato ai sapori tipici siciliani. Durante lo show cooking si è parlato non solo di ricette, ma della storia familiare che da decenni anima una delle botteghe più identitarie del centro storico. Abbiamo intervistato Franca Prestipino, tra le anime del bar, che ha raccontato la filosofia del loro lavoro: “Portare avanti la tradizione – ci ha detto – significa custodire la memoria delle ricette autentiche, ma anche avere il coraggio di reinterpretarle senza snaturarle”.
Il pomeriggio è stato invece dedicato a uno dei simboli assoluti della pasticceria isolana: il cannolo siciliano. Il laboratorio, condotto dal maestro pasticcere Giovanni Smirni, ha attirato appassionati e curiosi.
La giornata si è conclusa con un momento culturale che condotto dai giornalisti Bruno Sganga e Rossella di Martino che hanno parlato del libro “Donne delle De.Co. – Sulle tracce del Veronelli” di Marika Orlando.
Una giornata che ha celebrato non solo ciò che la Sicilia produce, ma ciò che la Sicilia è: una comunità che continua a intrecciare tradizione, territorio e futuro.
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