
Prezzo che sfiora i 3 euro al chilo in guscio, qualità soddisfacente e un rinnovato interesse dei consumatori. La stagione 2025 segna un punto di svolta per la Mandorla di Avola, eccellenza siciliana simbolo di gusto e tradizione, che dopo anni di difficoltà sembra intravedere prospettive di rilancio.
«Quest’anno riscontriamo una buona qualità del prodotto, con un prezzo di vendita finalmente sostenibile per i produttori. E anche se le quantità raccolte sono state inferiori rispetto alle scorse annate, poniamo le basi per la ripartenza del comparto», dichiara Giorgio Cappello, presidente del Consorzio di Tutela della Mandorla di Avola, tracciando un primo bilancio della raccolta ormai in fase conclusiva.
Produzione ridotta ma interesse in crescita
Le condizioni climatiche iniziali lasciavano sperare in una stagione positiva, grazie alle piogge regolari e a una buona fioritura. Ma i risultati sono stati inferiori alle attese. «La produzione non è stata come quella degli anni passati – spiega Cappello – tuttavia assistiamo a un ritrovato interesse dei consumatori verso la Mandorla di Avola, anche grazie alle azioni di marketing portate avanti dal Consorzio negli ultimi mesi con il direttore Francesco Midolo».
La combinazione tra qualità del prodotto e campagne di promozione ha favorito un incremento della domanda sul mercato locale e nazionale. Il prezzo, stabilizzatosi attorno ai 3 euro al chilo in guscio, «rientra nei giusti parametri per coprire i costi dei produttori – sottolinea Cappello – lasciando margine per nuovi investimenti».
Un “anno zero” per la filiera
Il 2025 potrebbe rappresentare l’anno della ripartenza. «Serve una pianificazione di medio e lungo periodo – continua il presidente del Consorzio – che coinvolga produttori, trasformatori, commercianti e istituzioni. L’obiettivo è rafforzare la quantità e la qualità del prodotto, garantendo al tempo stesso una giusta remunerazione a chi lavora nei campi».
Il Consorzio sta già lavorando a un accordo di filiera che preveda un prezzo minimo garantito e costante per un determinato periodo, così da offrire certezze agli agricoltori e consentire loro di programmare gli investimenti futuri.
La Mandorla di Avola non è solo una materia prima di pregio, apprezzata dall’alta pasticceria e utilizzata nella produzione dei celebri confetti, ma anche un simbolo identitario della Sicilia sud-orientale.
Per questo, sottolinea Cappello, la sfida non è solo economica ma culturale: «Se da questa crisi di produzione usciremo uniti, con un lavoro di squadra, riusciremo a salvaguardare la Mandorla e l’intera filiera che la sostiene».










