
A Portopalo di Capo Passero il mare incontra lo schermo e i sapori diventano racconto. Dal 21 al 23 agosto 2025 torna il Cibo Corto Cine Festival Internazionale, rassegna che unisce cortometraggi e documentari al tema del cibo, delle filiere e delle culture gastronomiche. Siamo alla settima edizione, organizzata dall’Associazione Culturale CAP 96010: tre serate di proiezioni, incontri e – come da tradizione – momenti di degustazione per legare ciò che si vede sullo schermo a ciò che si assapora nella realtà.
Il festival conferma la sua formula: concorso internazionale aperto a cortometraggi (3–20 minuti) e documentari (fino a 30 minuti) che abbiano cibo e bevande come tema, soggetto o protagonista. I lavori finalisti – sottotitolati in italiano e inglese – vengono valutati da una giuria di cinque membri (presidente e quattro giurati) provenienti dal cinema, dall’editoria e dal mondo enogastronomico. La cerimonia di premiazione è fissata per sabato 23 agosto. In palio: Miglior Corto Cibo Corto 2025, Miglior Documentario 2025, oltre a regia, sceneggiatura originale, montaggio, fotografia, interpretazione e colonna sonora.
La direzione artistica è affidata a Fabio Fagone, con Alessandra Fabretti tra gli organizzatori. La sede è Portopalo di Capo Passero (SR), crocevia naturale tra i due mari, cornice ideale per un festival che – fin dalla nascita – usa il linguaggio audiovisivo per valorizzare storie, tradizioni, identità e diversità enogastronomiche. È un posizionamento coerente con lo storico “manifesto” del festival e con le schede di presentazione sulle principali piattaforme per autori e produttori.
Accanto alle proiezioni, il cartellone prevede degustazioni e momenti di assaggio dei prodotti del territorio, per un’esperienza realmente “immersiva” tra cinema e sapori.
Cibo Corto è, in Sicilia, un osservatorio privilegiato su sostenibilità, memoria delle ricette, lavoro nelle filiere, migrazioni del gusto, nuove tecniche di cucina. L’idea curatoriale è semplice e potente: usare il corto e il documentario come lente per leggere il cibo non solo come piacere, ma come patrimonio culturale e atto sociale.
Un racconto che a Portopalo trova un teatro naturale e partecipato.










