Identità, memoria, sviluppo del territorio.
Sono le tre direttrici che hanno attraversato, ispirato e reso viva la X edizione del Festival del Giornalismo Enogastronomico, che si è svolto a Vittoria dall'11 al 13 luglio, con una partecipazione ampia, sentita e trasversale. Tre giorni intensi di dialoghi, masterclass, degustazioni e incontri pubblici, che hanno trasformato il Centro Congressi “Davide Failla” e l’intera città in un laboratorio aperto di confronto sul cibo, la comunicazione e il futuro dei territori.
Un racconto firmato Sud Gusto
Noi di Sud Gusto abbiamo scelto di esserci. Per ascoltare, assaggiare, capire e contribuire. Tra le sale gremite e i racconti dei prodotti tipici del territorio, abbiamo vissuto un’esperienza autentica che ha unito l’anima agricola della Sicilia alla sfida digitale del racconto contemporaneo.
Il nostro editore, Pierluigi Di Rosa, è intervenuto nel talk dedicato a uno dei temi più densi del dibattito attuale: l’informazione e l’intelligenza artificiale. Un confronto dinamico e concreto, che ha visto la partecipazione di altri editori, giornalisti tech, studiosi ed esperti di nuove piattaforme tra cui Antonello Piraneo, direttore de La Sicilia, Giacomo Di Girolamo, Direttore TP24, Biagio Semilia, Direttore FED- Federeazione editori digitali.
Di Rosa ha sottolineato: “Il giornalismo enogastronomico può essere un terreno fertile per testare nuovi linguaggi, unire tecnologia e cultura materiale, e riportare il racconto al centro, senza perdere profondità”.
Ma il festival è stato anche esplorazione del gusto. Abbiamo incontrato produttori locali che sono veri narratori del territorio: come l’azienda Frantoi Cutrera, custode di un olio extravergine di rara intensità.
La visione degli organizzatori
Il direttore del Festival, Nino Amadore, ha tracciato con chiarezza l’anima della rassegna:
“Volevamo creare uno spazio dove si potesse ragionare sul presente e sul futuro del racconto del cibo. Qui a Vittoria abbiamo trovato un terreno fertile: la narrazione si è intrecciata con il paesaggio, con la cultura, con l’identità agricola di questa terra”.
Biagio Semilia, presidente di Digitrend, ha rilanciato il valore della trasformazione digitale come alleata del giornalismo autentico:
“Il nostro obiettivo è semplice ma ambizioso: creare contenuti che durino, che non siano solo effimeri. E per farlo dobbiamo partire dalla formazione, dalla qualità della scrittura e dal rispetto delle fonti, anche quando si parla di cibo”.
Il sostegno delle istituzioni
Il sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, ha parlato dell’evento come occasione di crescita per tutta la comunità:
“Questo Festival ha acceso i riflettori su una dimensione che è da sempre parte di noi: l’agricoltura come cultura. Ospitare professionisti dell’informazione, del mondo produttivo e delle istituzioni significa aprirsi, uscire dall’isolamento e costruire reti vere”.
Dalla voce del sindaco di Comiso,Maria Rita Annunziata Schembari, è stata ribadita l’importanza di una politica culturale condivisa, che sappia leggere le esigenze delle comunità e trasformarle in occasioni di crescita e attrattività.
Presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Barbagallo, che ha rimarcato l’importanza strategica dell’enogastronomia per lo sviluppo regionale:
“La comunicazione è un moltiplicatore di valore. Un prodotto di qualità ha bisogno di una narrazione efficace, coerente e capace di evocare identità. Iniziative come questa ci aiutano a costruire una Sicilia moderna che parte dai suoi sapori per parlare al mondo”.
Una narrazione che nutre
Tra i momenti più suggestivi del Festival, la masterclass “Un aperitivo con il Cerasuolo” ha celebrato l’unicità dell’unica DOCG siciliana, guidata dalla giornalista Maria Antonietta Pioppo e dallo chef Marco Failla, per citarne alcuni.
Il bilancio: radici e visione
Il Festival del Giornalismo Enogastronomico si conferma così un evento che non si limita a raccontare il cibo, ma che riflette sul ruolo civile, culturale ed economico dell’informazione. In un tempo in cui l’identità può diventare leva di sviluppo e la memoria si fa futuro, la Sicilia si mostra in tutta la sua complessità: terra di prodotti, di parole, di pensiero.











