
Sapori intensi, tradizione che si reinventa e mani esperte che trasformano ingredienti semplici in emozioni da mordere. Il Gambero Rosso, con la nuova edizione della sua guida Street Food d’Italia 2025, ha acceso i riflettori su Sicilia e Lazio, incoronandole come le regioni regine del cibo di strada italiano.
Due terre lontane geograficamente, ma vicine per vocazione gastronomica: entrambe capaci di offrire esperienze culinarie popolari, accessibili e profondamente identitarie.
Non è una sorpresa: la Sicilia è da anni uno dei cuori pulsanti del cibo da strada italiano. Questa edizione della guida ha confermato il primato grazie alla presenza di autentici templi del gusto “on the road”. Dai celebri arancini alle panelle, dal pane con la milza alla granita con brioche, ogni angolo dell’Isola sembra raccontare una storia fatta di sapori e memoria.
Tra i premiati spiccano nomi noti come: FUD Bottega Sicula a Catania, per la sua visione contemporanea del panino siculo; Antica Focacceria San Francesco a Palermo, storico presidio della cucina popolare;Da Alfredo a Salina, per la sua indimenticabile granita accompagnata dalla tradizionale brioche col tuppo.Ma anche realtà più giovani, come le friggitorie moderne di Trapani o i food truck innovativi del ragusano, hanno conquistato l’attenzione dei curatori della guida.
Il Lazio, e Roma in particolare, conferma la sua autorevolezza nel mondo dello street food grazie a una reinterpretazione moderna dei grandi classici. Non più solo il supplì o la pizza bianca farcita al volo, ma anche panini d’autore, trapizzini gourmet e proposte fusion che raccontano l’evoluzione del gusto capitolino.
Premiati tra gli altri: Trapizzino di Stefano Callegari, ormai simbolo di un nuovo street food italiano; Supplizio di Arcangelo Dandini, che ha portato l’arte del supplì al livello di alta cucina; 180grammi a Centocelle, celebre per la sua pizza al taglio ad alta lievitazione.
La guida 2025 non si limita a premiare i migliori locali, ma lancia anche un messaggio chiaro: lo street food non è un’alternativa economica alla ristorazione, ma una forma d’arte popolare e democratica, capace di rappresentare territori, tradizioni e cambiamenti sociali.
In un contesto dove l’enogastronomia è sempre più strategica per il turismo e l’identità culturale, Sicilia e Lazio dimostrano di saper tenere insieme storia e innovazione, qualità e accessibilità, radici e creatività.
“Lo street food è un patrimonio culturale e umano che parla direttamente al cuore della gente,” ha affermato uno dei curatori della guida. “Premiare queste regioni significa premiare un’Italia che sa cucinare e raccontare se stessa, anche con una sola mano e in mezzo a una strada”.
Con eventi, degustazioni e itinerari dedicati, il lancio della guida Street Food 2025 è destinato a spingere sempre più viaggiatori, food lovers e curiosi verso le piazze, i mercati e le botteghe dove l’autenticità si può ancora assaporare senza etichette e senza pretese, ma con tutta la forza della tradizione.
E se è vero che la qualità si misura anche in pochi morsi, Sicilia e Lazio hanno dimostrato, ancora una volta, di saperla servire calda, profumata e inimitabile.
Tra i premiati l’allevatore Giuseppe Oriti torna sui Nebrodi da assoluto vincitore. È suo il premio speciale “Street Food on the Road” per l’eccezionale panino con porchetta di suino nero dei Nebrodi che viaggia in lungo e in largo per l’Italia con il suo food truck dedicato. Tra i quasi 700 indirizzi segnalati nella pubblicazione c’è un’appendice dedicata alle attività itineranti.
I food truck sono sempre più richiesti in tantissime manifestazioni di grande livello e in questo ambito nasce il premio speciale Street Food on the Road, dedicato nella guida alla migliore proposta gastronomica su ruote, che quest’anno va al food truck Il Vecchio Carro e ai suoi formidabili panini con la porchetta di Suino Nero dei Nebrodi.










