
La terrazza sul mare della Lampara, iconico ristorante della costa agrigentina, si è accesa di profumi, parole e gusto in occasione di una serata che ha visto protagonisti due interpreti d’eccezione della cucina siciliana contemporanea: Giovanni Morreale, chef del ristorante Modì di Torregrotta, e Giuseppe Raciti, stella Michelin de Zash di Riposto.
Una cena a quattro mani, dal titolo semplice ma evocativo: “Terra e Mare di Sicilia”, omaggio sincero al patrimonio gastronomico dell’Isola, tra memorie, identità e creatività.
Cinque portate – tutte dedicate agli elementi della cucina siciliana – hanno portato in tavola una narrazione coerente e coraggiosa, fatta di contaminazioni e ritorni alle origini. Dal crudo di gambero rosso di Mazara con melone bianco e bottarga, al coniglio in agrodolce con carote di Ispica e mandorle, passando per uno spaghettone mantecato con estratto di finocchietto e ricci di mare.
“La Sicilia non è solo un territorio da raccontare: è una materia viva. Lavorare con prodotti locali non è una scelta di marketing, ma un atto di amore e responsabilità,” ha spiegato Giovanni Morreale, portando il calore del messinese sulla costa agrigentina.
Sulla stessa linea Giuseppe Raciti, che ha sottolineato come “l’unicità della nostra cucina nasce dal dialogo tra terra e mare. Abbiamo il dovere di proteggerla e innovarla senza snaturarla. Questa cena è un atto di condivisione tra cuochi che credono nella stessa visione.”
A ospitare l’evento, il ristorante La Lampara, uno dei più raffinati di Sciacca, da anni punto di riferimento per chi cerca una cucina contemporanea che non dimentica le radici. L’idea di un ciclo di serate con chef ospiti è nata dalla volontà del patron Andrea Alessi di far dialogare i territori attraverso le mani e le idee dei cuochi.
“Abbiamo voluto creare un momento di bellezza e confronto – ha raccontato Alessi – perché ogni piatto racconta una storia e ogni storia può diventare ispirazione per il futuro della nostra terra".
Durante la cena, particolare attenzione è stata dedicata alle aziende agricole e ai produttori del territorio: olio extravergine di Naro, formaggi dei Monti Sicani, ortaggi di stagione a km zero. Una filiera virtuosa che si è messa al servizio dell’alta cucina per valorizzare ogni singolo ingrediente.
Non è stata solo una cena. È stata una dichiarazione di intenti: la Sicilia che vuole crescere attraverso ciò che ha di più prezioso – il suo cibo, la sua terra, la sua creatività.










